La seconda edizione di Bolgheri DiVino, tra aspettative e perplessità, nella degustazione diffusa del 3 e 4 settembre

La seconda edizione di Bolgheri DiVino si è tenuta il 3 e 4 settembre con la degustazione diffusa presso il Castello di Castagneto Carducci e l’ex Frantoio nel centro storico del paese

Tra aspettative e perplessità (sulla calda annata 2020) si è svolta laseconda edizione di Bolgheri DiVino a Castagneto Carducci (LI), per me la prima “anteprima” della DOC Bolgheri. E’ una denominazione che non mi capita spesso nel mirino e l’occasione è stata utile per fare un focus e aggiornarsi sulla situazione di una delle proposte vinicole toscane più famose e apprezzate nel mondo.

Posto che la “vera anteprima” è stata venerdì 2 settembre, per un limitato e selezionatissimo numero di invitati stampa, convocati direttamente dal Consorzio per l’assaggio del Bolgheri Superiore 2020, sabato 3 e domenica 4 si sarebbe potuta organizzare comunque meglio la degustazione per “il resto” della stampa invitata. Nello specifico: nessuna sala stampa o area/spazio temporale riservato senza l’afflusso del pubblico/wine lovers per una migliore valutazione dei vini  in degustazione, con la possibilità di scrivere due appunti con calma sugli assaggi.  Tutti lì, in piedi ai banchetti di assaggio, distribuiti sui due livelli del Castello di Castagneto e al Frantoio con in mano calice, cellulare, blocco per gli appunti e penna, sperando che il sommelier in servizio avesse abbastanza informazioni sul vino che stavi assaggiando. Da migliorare, decisamente. Stendiamo un velo pietoso poi sulla cena del sabato sera “Castagneto a tavola”.

Sempre per il fatto che la vera anteprima è stata il giorno precedente, di Bolgheri Superiore 2020 alla cosidetta “degustazione diffusa” ce n’erano molto pochi, essendo essi vini – per la stragrande maggioranza – ancora campioni da vasca o da botte (usciranno sul mercato a partire da gennaio 2023) e, in generale, molte aziende escono almeno un anno dopo la data consentita dal disciplinare. Del resto si sa, non sono esattemente vini di pronta beva.

L’altra anteprima era per il Bolgheri Rosso 2021, anch’esso poco presente ai banchi di assaggio, dove si potevano degustare invece diverse etichette delle annate 2020 e 2019.

Ma andiamo con ordine, con le informazioni sulle annate fornite dal Consorzio.

Vendemmia 2020
L’inverno è stato mite e piovoso. A marzo in alcune notti le temperature si sono avvicinate alla 0, ma non ci sono stati problemi legati al gelo. La primavera è stata calda con precipitazioni nella norma, garantendo un regolare sviluppo vegetativo fino alla fioritura. A metà giugno ci sono state le ultime grandi piogge prima dell’estate, che è stata calda e asciutta. Si è dovuto attendere fino al termine di agosto per nuove precipitazioni e per un abbassamento delle temperature A fine agosto sono arrivate delle piogge che hanno portato ad un notevole abbassamento delle temperature, risalite poi verso la metà di settembre.

Dai campioni che sono riuscita a degustare, è emerso il marker comune dell’annata: calore e materia, con livelli alcolici molto pronunciati, carenza di freschezza di frutto,  accompagnati da tannini e legni che viaggiano, talvolta, per conto proprio. La fase di assestamento sarà forse più lunga rispetto ad altre annate e, al suo termine, speriamo in belle sorprese con vini realizzati e centrati. Il tempo saprà leggere meglio le trame complesse e talvolta squilibrate di certi vini, a tratti anche non esattamente precisi e puliti? Ai posteri (e all’affinamento in bottiglia) l’ardua sentenza. Alcuni campioni, fortunamente, hanno dato buoni segnali dell’anteprima 2020, accennando a leggerenze di sorso ed equilibri più centrati in prospettiva anche se non potrà essere, forse, una vendemmia ricordata a lungo come altre. Volete un nome su tutti? Podere il Castellaccio.

 

Succoso con il frutto in primo piano, arricchito  dall’affinamento in legno che non lo sovrasta affatto.  Erbe aromatiche e spezie danno salcio a un sorso fresco dalla beva vivace ed equilibrata, che migliorerà col tempo sicuramente ma che oggi può dire la sua senza timore.

Ne volete un altro? Ornellaia. 

Profondo ed intenso. Gli accenni balsamici alleggeriscono il palato, materico e voluminoso di frutti neri maturi, governato da tannini e un corpo piuttosto muscoloso. Di contraltare, buona la freschezza di bocca e la chiusura finale sapida. Grande prospettiva evolutiva.

Aspettiamo l’uscita sul mercato per capire l’andamento dell’annata 2020 e l’anteprima 2021 che sembra giù suscitare curiosità dai rumors bolgheresi.

Sara Cintelli

Sara Cintelli

Fiorentina DOCG, nata e cresciuta a Firenze, dove ancora oggi vivo e lavoro. Amo il vino, per questo sono qui. E' diventata la mia professione. Ne scrivo, lo cerco e lo racconto, nella mia mai doma ricerca di stupore.

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